Murate Idea Park e Commit University, formazione tecnica senza sosta

 In Formazione

Murate Idea Park ha messo in campo una collaborazione con Commit University per fornire formazione tecnica di alto livello alle imprese.

Nei mesi da gennaio a maggio, all’interno della sala Vetrate, le imprese hanno potuto seguire un percorso formativo formato da singoli workshop in cui hanno potuto ampliare il proprio bagaglio di competenze e confrontarsi direttamente con gli speaker.

Diamo un’occhiata agli appuntamenti più recenti che hanno caratterizzato questa sinergia.

25 gennaio 2017 – Microsoft Azure

Commit University ha esplorato il prodotto della casa di Redmond e insieme a Lorenzo Barbieri ha approfondito il mondo Azure dalle VM (IaaS) ai vari servizi di piattaforma (PaaS), facendo anche una piccola deviazione sulle API del Microsoft Graph e dei Cognitive Services (SaaS).

Completamente gestibile, scalabile e veloce; che ne pensate?

 

 

22 febbraio 2017 – (Have a) REST with Laravel

Durante il workshop di Febbraio di Commit University abbiamo parlato di Laravel, il framework per Web Artisans atto alla programmazione ad oggetti ed al pattern architetturale MVC.

La sfida era dimostrare che utilizzando Laravel, lo sviluppo di applicazioni in linguaggio PHP sarebbe stato molto più veloce, e soprattutto, semplice.

Insieme a Francesco Malatesta di AdEspresso abbiamo approfondito questo mondo, cercando di spiegare come far diventare l’utilizzo di questo Framework un’esperienza effettivamente gradevole.

Come? Parlando innanzitutto della filosofia che il progetto porta avanti; basti pensare al suo creatore, Taylor Otwell, che alla domanda “Perchè scegliere Laravel?“, rispose: “Per rendere lo sviluppo web più facile e divertente, perché è quello che amo fare”.

30 marzo 2017 – “Manage the Flux of your web application: let’s Redux”

Nel workshop del 30 Marzo di Commit University abbiamo esplorato i due pattern architetturali che ci permettono di prendere ed isolare la business logic della nostra applicazione.

Redux e Flux, il primo ideato da Dan Abramov e ritenuto da molti l’evoluzione del secondo; il secondo notoriamente utilizzato come pattern di sostegno del front-end web di Facebook.

Proprio quest’ultimo ha sostituito il Model View Controller (MVC), ben più noto e molto diffuso nello sviluppo di sistemi software, specialmente nell’ambito della programmazione orientata agli oggetti.

Francesco Strazzullo ha capitanato la serata, presentandoci nello specifico pregi e difetti di ognuno analizzando il codice di due ToDoList per avere un’idea più chiara e definita riguardo le differenze tra le due architetture.

Il miglioramento dell’uno, vale la sostituzione dell’altro?

26 aprile 2017 “Docker in Action – Come e perché usarlo in produzione con Rancher”

La virtualizzazione IT ha avuto uno sviluppo importante e significativo, che non manca però di difficoltà di approccio; proprio per questo, nasce Docker, software container platform leader più utilizzato al mondo. Sfruttata dagli sviluppatori per ovviare a problemi “works on my machine”, e dalle aziende per costruire pipeline di distribuzione più agili, esprime il meglio di sè quando affiancata da Rancher, un progetto open source fondamentale per la gestione di Docker in produzione. E’ in grado di integrare le funzionalità di gestione native di Docker offrendo una user experience completa.

Gli speaker, Oscar Fanelli e Luca Mattivi ci hanno dato informazioni approfondite, spiegandoci come usarlo e soprattutto perchè affiancarlo sempre in produzione con Rancher.

25 maggio 2017 “BDD, l’arte di non farsi i fatti propri”

Il Behaviour Driven Development (BDD) nasce da sintesi e raffinazione delle pratiche derivanti da TDD(Test Driven Development) e ATDD (Acceptance Test Driven Development).

– Applica il principio dei Cinque Perché (5 Whys) ad ogni story proposta dall’utente, di modo che ogni scopo sia inequivocabilmente correlato agli outcomes.

– Funziona come un pensiero “dall’esterno all’interno”, in altre parole implementa solo quei comportamenti che contribuiscono direttamente a tali risultati, al fine di minimizzare gli sprechi.

– Descrive i behaviors in una singola notazione direttamente accessibile a domain experts, tester e sviluppatori, in modo da migliorarne la comunicazione.

Insieme, siamo riusciti a verificare la forza di questo modello; identificare il valore che possiede una consegna, descrivere i behaviors in una singola notazione accessibile a domain experts, tester e sviluppatori, fino a raggiungere strumenti necessari per aggiungere automazione all’ubiquitous language, ovvero il tema centrale della BDD.

https://www.slideshare.net/commitsoftware/bdd-larte-di-non-farsi-i-fatti-propri[/vc_column_text]

 

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